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Lug
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su cronache di birra,ancora imprecisioni

Dall’articolo postato, Risultati modesti per l’Italia all’International Beer Challenge,leggo per l’ennesima volta mancanze ed imprecisioni da parte del carissimo amico Andrea Turco: quando, per fare un esempio, ci si interroga con qualche perplessità,sul valore del International Beer Challenge denunciandone errori nel meccanismo. Sostiene infatti che sia inesatto assegnare medaglie a produzioni estremamente diverse tra loro. Dice di preferire dinamiche di giudizio come quelle effettuate da “Birra dell’anno”; forse lui dimentica – o ignora-  il campionato Italiano birra artigianale che fin dall’inizio -da più di sei anni-ha impostato le sue regole di valutazione scegliendo la birra migliore tra gruppi di stili, e tra queste nominando le prime tre assolute. Sarà l’ennesimo caso?

Leggo ancora, sfogliando tra i vari post, un sentimento di contrarietà tra la possibilità di paragonare due birre di stili diversi tra loro. Non possono gareggiare tra loro una Stout e una Tripel? Adesso vi spiego: quando si giudica una birra dandone un punteggio, benché il concorso sia alla cieca lo stile viene dichiarato a priori così che i punteggi sulla persistenza, complessità ed equilibrio -e altri parametri- vengano attribuiti in base a ciò. Quindi è possibile che concorrano un Barleywine contro una Pils, e così via… La conclusione a cui voglio arrivare è che criticamente, e giudicata secondo le caratteristiche previste dallo stile, una Pilsner può battere un Barleywine. Guardate ai concorsi sul vino e a wine spectator: viene nominato il vino più buono del mondo tra tutte le categorie non tenendo in considerazione il vitigno. Così può accadere per la birra: ne è un celebre esempio ratebeer.

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4 Responses to “su cronache di birra,ancora imprecisioni”


  1. 1 Lucio
    luglio 28, 2011 alle 13:58

    Tant’è che birra dell anno aveva gruppi in base ai plato e non mi pare il turco fosse altrettanto feroce nella critica ‘birre tanto diverse’. Se non vince bdb il concorso non va bene.

  2. 2 Enzo
    luglio 28, 2011 alle 16:19

    Soliti incompetenti che scrivono senza sapere nulla dei concorsi.

  3. luglio 28, 2011 alle 17:27

    Più che altro la domanda è: ma hanno ancora senso i concorsi, i punteggi “assoluti” e le gare ecc.?
    Stiamo assaggiando una birra, non assistendo ad una finale dei 100 metri piani in cui ogni concorrente viene misurato da un tempo oggettivo.

    Questa mania del punteggio la trovo un retaggio del mondo del vino, peraltro passatista, visto che proprio gli appassionati di vino mi pare stiano cercando poco a poco di affrancarsi dalle valutazioni in centesimi così come dalle pletore di descrittori ridicoli, per cercare di comunicare qualcosa di più interessante, comprensibile e utile (vedi ad esempio il tentativo dell’ultima guida Slow Wine).

    Ben vengano le manifestazioni dove gli appassionati hanno l’opportunità di assaggiare tanti prodotti diversi e di parlare con i produttori, ma non sarebbe ora ora di capire che l’assaggio di una birra (o un vino o un formaggio…) è una questione troppo soggettiva ed estemporanea per risolverla con un punteggio.

    L’assaggio è influenzato dallo stato d’animo: quello che oggi mi piace da morire, magari domani mi entusiasmerà un pochino meno perché sarò di differente umore, perché avrò mangiato cibi diversi, perché il clima sarà più caldo, perché la compagnia sarà meno piacevole, e ancora:; un prodotto che oggi è discreto potrebbe essere eccellente nel giro di poche settimane e viceversa, oppure magari la cotta che è stata giudicata ieri è lievemente diversa da quella in commercio adesso. Eccetera.

    In conclusione, la risposta che mi sono dato è che concorsi e punteggi abbiano senso solo se presi come un gioco, quindi benissimo il concorso hb o le schede popolari con cui si elegge il “best of” del festival, ma resto sempre più indifferente a medaglie, coppe e trofei che abbiano grande pretesa di serietà. Certo, immagino abbiano il loro valore commercialmente parlando.

  4. luglio 28, 2011 alle 18:02

    La competizione c’è in tutti campi della vita e ci sarà sempre. Naturalmente non a tutti interessa e quindi sei giustamente libero di pensarla così. Ma nel nostro caso la competizione potrebbe servire ai birrai a far migliorare il prodotto più possibile.


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